La parata e la risposta è il titolo di un opuscolo del SIFAR che - TopicsExpress



          

La parata e la risposta è il titolo di un opuscolo del SIFAR che la dice molto lunga su cosa intendessero i nostri servizi segreti per difesa della libertà e della democrazia. Fu la rivista Controinformazione a pubblicarne, per la prima volta, nel 1973 degli stralci. LA PARATA E LA RISPOSTA Lesperienza di questi anni ha dimostrato esaurientemente che, al primo manifestarsi dellazione rivoluzionaria, si produce, nelle menti dei dirigenti democratici, una deplorevole confusione: gli interessati ritengono, in buona fede, che quelli che nella dottrina della guerra non ortodossa vengono definiti fattori favorevoli allinsorgere e allespandersi della rivoluzione, siano le cause determinanti dellinsurrezione. Ora non bisogna dimenticare che i fattori favorevoli, denominati nella dottrina marxista anche contraddizioni interne, sono in effetti gli elementi fondamentali sui quali fa leva la propaganda rivoluzionaria, ma non sono la causa determinante dellinsurrezione. Questa va individuata esclusivamente nellesistenza e nellazione, pianificata e coordinata, di unorganizzazione rivoluzionaria. Lerrore di ritenere che causa determinante dellinsurrezione siano le contraddizioni interne del regime democratico induce i dirigenti alla ricerca delle ragioni politiche, sociali, economiche, della rivolta; ricerca che, per laffanno con cui generalmente è condotta e per lerrore iniziale che linfluenza, determina due ordini di conseguenze negative per lo stesso regime democratico e positive per lo sviluppo dellazione rivoluzionaria: a) le coscienze dei dirigenti democratici si gravano di un ingiustificato senso di colpa; b) le riforme non rispondono a esigenze immediate, scardinano leconomia, aumentano il disordine sociale, esaltano le contraddizioni interne.... Il brano è tratto da un opuscolo riservato del SIFAR, requisito da militanti della sinistra rivoluzionaria dentro una sezione missina (specializzata in aggressioni alle scuole) prima di distruggerla. Sul frontespizio si legge: Servizio Informazioni Forze Armate - Sezione SM - Nucleo guerra non ortodossa; il titolo è La parata e la risposta; lanno di edizione il 1964. La conoscenza di questo opuscolo è importante per due motivi. Primo perché esso dimostra fino a che punto e indipendentemente dalle condizioni oggettive - va ricordato che in Italia gli anni tra il 61 e il 64 furono, dal punto di vista delle lotte operaie, tuttaltro che caldi - le nostre forze armate fossero imbevute dellideologia militare dellimperialismo USA ed, in particolare, delle teorie CIA sulla contro-guerriglia. Secondo perché - a parte le premesse sullesigenza di difendere gli ordinamenti democratici, tanto più improbabili in quanto formulate proprio nel periodo in cui si apprestava il colpo di stato - in esso emergono le linee fondamentali di quelluso strategico dei fascisti in funzione anti-popolare che, impostato nel 64, troverà piena applicazione dopo il 68. Dopo il catastrofico giudizio sullefficacia repressiva delle riforme e sullinsipienza di quei dirigenti democratici che scambiano i sintomi rivoluzionari per normali agitazioni di carattere economico sindacale si lamenta che nel periodo iniziale della lotta, lavversario ha buon gioco nel gridare alla provocazione non appena si accenna a far entrare in azione le forze regolari, e lautorità costituita, vincolata comè alla legge morale (sic), è messa nelle condizioni di non poter utilizzare a fondo i mezzi di cui dispone. Si passa quindi ad una sintetica definizione di quelle che vengono considerate le due tappe fondamentali del processo rivoluzionario: il periodo pre-insurrezionale, generalmente clandestino e il periodo insurrezionale o della lotta aperta. Così si esprime il relatore: durante il primo periodo i rivoluzionari cercano, soprattutto, di staccare la popolazione dallautorità costituita ed assumerne progressivamente il controllo. E escluso ancora limpiego della violenza. Manifestazioni principali di questo periodo: - agitazioni sindacali che non escono generalmente dalla legalità; - entrata in funzione delle gerarchie parallele; - azione psicologica a mezzo di una propaganda appositamente studiata e pianificata. Essa suscita entusiasmi e depressioni, comprime e deprime senza sosta lo spirito della popolazione servendosi di ogni mezzo di informazione e divulgazioni. Si aggiunga a questo che la presenza di simpatizzanti coscienti e incoscienti per i movimenti rivoluzionari, negli organi dello stato e nelle masse popolari crea confusione nellopinione pubblica e la mantiene in un equilibrio instabile ed ecco scaturire un quadro della situazione italiana pressoché identico a quello prospettato in anni recenti dalla stampa padronale e dai dirigenti socialdemocratici. (Ad ulteriore verifica dellentroterra culturale, sostanzialmente poliziesco, della nostra borghesia). E poi la volta del periodo insurrezionale: In questa fase si manifesta la violenza. La popolazione è ormai tenuta saldamente in pugno dai rivoluzionari e gioca un ruolo sempre più importante nella lotta. Lesperienza ha dimostrato che alle attività sporadiche e clandestine del periodo pre-insurrezionale si può anche opporre una parata che tenga conto degli imperativi morali tradizionali e sfrutti i mezzi legali a disposizione, mentre ai progressi rivoluzionari del periodo insurrezionale non ci si può opporre, con un minimo di speranza di successo, se non con una risposta che venga condotta con metodi analoghi a quelli con i quali lavversario combatte. I concetti di parata e di risposta, tanto cari agli esperti CIA operanti in America Latina e nel Sud Est asiatico, debuttano ufficialmente nelle scuole di guerra di un paese industrialmente avanzato. Continua lopuscolo: Allo sviluppo della parata sono direttamente interessati tutti i poteri dello stato: lesecutivo, il legislativo, il giudiziario. Il potere esecutivo dovrebbe: - provvedere allimpostazione della dottrina nazionale e del relativo programma dazione allo scopo di formare i cittadini, i giovano soprattutto, al fine di fortificare il loro senso civico, il loro amor patrio e di coalizzare il favore dellopinione pubblica attorno al potere costituito; - Impegnare i grandi raggruppamenti nazionali (partiti nazionali, associazioni, movimenti della gioventù, ecc.) ed i maggiori organismi dello Stato ( Scuole, FF.AA., Forze di Polizia, ecc.) per la divulgazione dei predetti temi negli ambienti di loro competenza; - impiegare i mezzi dinformazione e di formazione dellopinione pubblica disponibili, per rintuzzare tempestivamente le azioni di offesa psicologica dellavversario e sviluppare proprie azioni doffesa tendenti a prendere in contropiede i rivoluzionari ed a neutralizzare la loro azione sulle stesse basi di partenza. Ovviamente lattività del potere esecutivo deve essere fiancheggiata e sostenuta da quella dei poteri legislativo e giudiziario; per quanto riguarda questultimo è necessario un cenno alle limitazioni cui esso è costretto a soggiacere nel periodo pre insurrezionale. In tale periodo possono anche episodo di violenza e, mentre il potere esecutivo dispone dei mezzi necessari per opporvisi, il potere giudiziario, perdurando almeno apparentemente lo stato di pace, non è in grado di reagire efficacemente. Si tratta in effetti di una vera e propria debolezza giuridica della quale sanno bene come approfittare i rivoluzionari; essi infatti agendo ai limiti del consentito e fornendo agli eventuali incriminati dei difensori abilissimi, capaci di sfruttare tutte le scappatoie del codice, oltre ad operare sempre in condizioni di minimo rischio, si procurano a buon mercato numerosi martiri e svolgono, a spese dello Stato, gran parte della campagna di azione psicologica. In tale situazione, ovviamente, è richiesta al potere giudiziario una duttilità che spesso contrasta con la sua stessa natura, per cui in suo soccorso dovrà muoversi tempestivamente il potere legislativo. Come è presto detto: Con la promulgazione e lapplicazione di leggi eccezionali e alloccorrenza con operazioni di polizia condotte a ragion veduta e con estrema decisione per liquidare una situazione che col tempo potrebbe consolidarsi pericolosamente fino a diventare esplosiva. Non prima, naturalmente, daver impiegato di instaurare con la polluzione una politica di maggiori contatti umani allo scopo di facilitare lo studio e ladozione di provvedimenti che attenuino le contraddizioni interne e tolgano spazio ai rivoluzionari e - perché no?- di facilitare grandemente lindividuazione dellapparato clandestino dei rivoluzionari. Ma il presupposto fondamentale affinché la parata sia realmente efficace è la tempestività con la quale viene predisposta fin dal tempo di pace giacche: La storia passata dimostra che in alcuni paesi - come la Spagna del 1936 - i partiti rivoluzionari, anche se in minoranza, sono riusciti a conquistare il potere senza aver bisogno di ricorrere alla fase della violenza. Il predetto paese - alla fine della fase pre-insurrezionale - era piombato in un stato di disgregazione che il potere passò nelle mani dei rivoluzionari con mezzi del tutto legali. E - sembra sottintendere con disappunto il relatore - un generalissimo Franco che ristabilisca l ordine, magari alleandosi con due compari come Hitler e Mussolini, non si trova tutti i giorni! Ma può accadere che, nonostante tutta la buona volontà dei governanti, nonostante lattuazione di tutte le predisposizioni necessarie, a causa dellimponderabile che alberga sempre nei fatti umani (sic), la rivoluzione riesca egualmente a progredire. In questo caso non resta che passare alla risposta; il cui dispositivo dovrà anchesso, ovviamente, essere messo a punto sin dal tempo di pace. Tale dispositivo ha il compito di fornire i mezzi per pianificare e sviluppare, sin dal primo manifestarsi dellinsurrezione, una risposta che accetti senzaltro il combattimento sul terreno imposto dallavversario, ossia la popolazione, avvalendosi di: a) un servizio dì informazioni veramente efficiente che sia centralizzato al massimo per la valutazione e ramificato quanto più possibile per lattività di ricerca, il quale tenga conto che ogni insurrezione, nel quadro della guerra non ortodossa, è preparata da un organismo clandestino che apparentemente non ha legami con le personalità ufficiali al punto che i suoi componenti sono spesso sconosciuti a queste ultime; b) una organizzazione di difesa interna del territorio. Che cosa significhi esattamente il punto a) è chiarito dal seguente passo Ad ogni nuova esperienza rivoluzionaria i dirigenti dei governi legali sono tratti sempre in inganno dallapparente dualità della direzione in campo avversario e, dal comportamento dei rivoluzionari, deducono che lapparto militare sovversivo tenda a sottrarsi alla direzione politica che lha generato. Tale errore di valutazione è causato dal fatto chessi ignorano i principi informatori della guerra non ortodossa e dalla scarsa funzionalità del Servizio Informazioni. Il secondo punto del dispositivo, l organizzazione di difesa interna del territorio, si fonda invece sui seguenti presupposti: - la costituzione immediata di un comando politico-militare nazionale e di comandi politico-militari periferici; - il decentramento automatico dei poteri civili e militari, affinché la lotta possa essere continuata, senza interruzioni, anche nel caso disolamento di unintera regione. Parallelamente si dovrà prevedere la costituzione di speciali unità di protezione che dovranno essere mobilitabili in brevissimo tempo; dislocate in maniera tale ad coprire tutto il territorio; formate da elementi particolarmente addestrati alle lotte che dovranno condurre. Ciò presuppone che ordinamento, piani di mobilitazione, addestramento dei componenti delle predette unità dovranno essere disposti in precedenza, sin dal tempo di pace, prevedendo: - unità per impiego prevalentemente statico; - unità per impiego prevalentemente mobile; - unità per impiego clandestino. Queste ultime costituite a somiglianza dei gruppi dazione rivoluzionari, con compiti di ricerca e di offesa nelle infrastrutture dellavversario. In effetti non si può colpire efficacemente lapparato clandestino dei rivoluzionari, né si può neutralizzare i loro gruppi dazione, se non si usano mezzi e procedimenti simili ai loro. (tratto da uonna.it)
Posted on: Fri, 15 Nov 2013 22:32:38 +0000

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